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Gropparello
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mwhaGropparello (mwhqGruparéll in mwhgdialetto piacentinocite-ref-dizionario-4-0[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja2 174 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Piacenza in mwkgEmilia-Romagna. È situato a mwkw28 km da mwlaPiacenza in direzione sud.
Contents
• Clima
• Storia
• Società
• Economia
• Turismo
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il territorio del comune di Gropparello si trova nell'mwmqAppennino ligure lungo le parallele mwmgval Riglio, mwmwval Vezzeno e mwnaval Chero, formate dagli omonimi torrenticite-ref-territorio-5-0[5]. La forma allungata del territorio comunale è origine di una grande varietà di paesaggi: si va dalla bassa collina nella zona di Sariano, situato all'estremità settentrionale del comune, fino alla montagna, nella zona di Obolo e Groppovisdomo, all'estremità meridionale, con altezze anche superiori ai mwoq1000 m s.l.m.cite-ref-territorio-5-1[5].
Parte del territorio comunale è stato incluso nel 1996 nella mwpwriserva naturale geologica del Piacenziano a seguito dei cospicui ritrovamenti di reperti fossili risalenti al mwqaPliocenecite-ref-6[6]. Nel 2011 la riserva è confluita nel neocostituito mwrqparco regionale dello Stirone e del Piacenzianocite-ref-7[7].
Clima
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la mwtqtemperatura media del mese più freddo, mwtggennaio, si attesta a mwtw1,7 °C; quella del mese più caldo, mwualuglio, è di mwuq22,8 °Ccite-ref-8[8].
| Castellana Groppo | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Castellana Groppo | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 3,4 | 5,6 | 9,3 | 14,5 | 18,3 | 23,0 | 26,3 | 25,6 | 21,5 | 14,7 | 8,8 | 4,8 | 4,6 | 14,0 | 25,0 | 15,0 | 14,7 |
| T. min. media ( °C ) | 0,0 | 1,2 | 4,7 | 8,5 | 12,2 | 16,3 | 19,2 | 19,0 | 15,8 | 10,3 | 5,3 | 1,5 | 0,9 | 8,5 | 18,2 | 10,5 | 9,5 |
Origini del nome
Originariamente la località era indicata con il nome di origine latina mwwqCagnano con cui ci si riferiva alla rocca e al paese; il nome Gropparello, indicante tutto il territorio comunale, deriva invece dal longobardo mwwgGroppo indicante una formazione montuosa di forma tondeggiante. Il toponimo Cagnano cadde infine in disuso prima della fine del mwwwXIX secolocite-ref-storia-9-0[9].
Storia
I primi insediamenti umani nella zona di Gropparello, nei pressi della frazione Groppovisdomo, risalgono all'mwygetà del ferro. In mwywepoca romana la val Chero, nella quale si trovava il mwzamwzqmunicipium di mwzgVeleia, situato nel limitrofo comune di mwzwLugagnano Val d'Arda, ospitò diversi insediamenti romani di cui alcune tracce sono visibili anche in comune di Gropparello, sulla sponda del mwaaChero opposta rispetto a Veleia. Nella mwaqtabula alimentaria traianea, ritrovata a Veleia nel 1747, sono contenuti riferimenti alla villa di mwagSatrianus, la futura Sarianocite-ref-storia-9-1[9].
Le prime testimonianze documentali nell'mwdaottavo secolo vedono la zona, con l'eccezione della località di Sariano, sotto il controllo del mwdqmonastero dei SS. Salvatore e Gallo di Val Tolla. A questo secolo risalgono anche le prime citazioni del mwdgcastello, posto all'entrata del paese, che nel 780 fu donato alla chiesa piacentina dall'imperatore mwdwCarlo Magno. Il castello è poi citato in un documento dell'840 come appartenente al vescovo di Piacenza Seufredo II. Nel 1014 l'imperatore del Sacro Romano Impero mweaEnrico II il Santo cedette al monastero di Val Tolla anche la zona di Sariano. Il territorio rimase sottomesso al monastero fino al 1535, quando avvenne la sua definitiva soppressionecite-ref-storia-9-2[9].
Nel 1255 il castello fu distrutto da parte dell'esercito ghibellino agli ordini di mwfgOberto II Pallavicino per essere poi immediatamente ricostruito, nonostante i ripetuti tentativi dello stesso Pallavicino di espugnarlo per una seconda volta. Il castello cambiò proprietà attorno al 1300 quando il vescovo di Piacenza Filippo Fulgosio lo lasciò ai suoi eredi, i quali si ritirarono a Gropparello nel 1335 dopo aver abbandonato la cittàcite-ref-storia-9-3[9].
Nel 1464 il duca di Milano mwhaFrancesco Sforza cedette il castello a Galeazzo Campofregoso, togliendolo quindi dalle disponibilità dei Fulgosio. In seguito i cambi di proprietà furono molteplici: tra i proprietari più importanti si ricorda la famiglia mwhqAnguissola che tenne il fortilizio per due secolicite-ref-storia-9-4[9].
Nel 1832 il territorio della val Riglio sulla sponda destra del torrente, fino a quel momento legato prevalentemente alla val Nure e alla famiglia Nicelli si unì ai territori della val Vezzeno e della val Chero dando origine al primo nucleo amministrativo del comune di Gropparello. Nel 1869 il castello passò nelle mani del conte Ludovico Marazzani Visconti Terzi che lo fece restaurare completamentecite-ref-storia-9-5[9]cite-ref-10[10].
A partire dal 1866 cominciarono in val Riglio e in val Chero, ricerche petrolifere, condotte inizialmente da una società genovese, poi dal conte Marazzani, dalla società francese Petroles de Montechino e, infine, dal barone francese Adolfo Zipperlen proprietario della Società Francese dei Petroli, sotto il quale l'attività d'estrazione divenne operativa nel 1888cite-ref-petrolio-11-0[11].
Durante la mwmqseconda guerra mondiale, la zona di Montechino subì, fino all'mwmgarmistizio dell'8 settembre vari bombardamenti da parte delle truppe mwmwalleatecite-ref-bombe-12-0[12]. La stessa zona divenne anche sede del presidio del mwoagruppo corazzato Leonessacite-ref-13[13], poi, a partire dal 1944, dopo essere stata conquistata dai mwpqpartigiani, Montechino fu sede del distaccamento «Ursus», parte della Divisione partigiana Val d'Ardacite-ref-montechino-14-0[14]. La resistenza nel comune di Gropparello non fu attiva solo nella zona di Montechino: don mwqgGiuseppe Borea, parroco di Obolo, fu mwqwcappellano militare e capo-servizio della divisione del mwraCVL Val d'Arda, venendo poi catturato dalle truppe fasciste nel gennaio 1945 e successivamente fucilato a Piacenzacite-ref-1-15-0[15]. Nell'aprile 1945 la località di Montechino venne bombardata nuovamente dalle truppe alleate per distruggere i pozzi petroliferi presenti, che pure, in quel frangente, erano utilizzati dalle forze partigiane per rifornire i loro mezzicite-ref-bombe-12-1[12].
Dopo la fine della guerra, nel 1950 venne definitivamente sospesa l'attività estrattiva, con i pozzi che vennero in gran parte smantellaticite-ref-petrolio-11-1[11].
Monumenti e luoghi d'interesse
Torre Gragnana
Situata nella frazione di Sariano, venne costruita, come confermato da un'iscrizione in mwvwarenaria posta sul fronte principale, nel 1554 ad opera dei fratelli Antonio, Gabriele e Francesco Maria Gragnani con la duplice funzione ornamentali e difensiva a supporto dell'annessa villa. La torre potrebbe essere opera del mwwaVignola o di un suo allievocite-ref-16[16].
Posto all'ingresso del paese su un picco di rocce ofiolitiche sovrasta un orrido sul cui fondo scorre il torrente Vezzeno. Di proprietà della chiesa piacentina a partire dall'840, fu teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini. Passato molte volte di mano, nel 1869 venne acquistato dal conte Ludovico Marazzani-Visconti che affidò il restauro all'architetto Camillo Guidotti, che con lo stile dell'epoca aggiunse strutture neogotiche ed apertura di finestre nel mastio. Il maniero è di proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha trasformato in un'opportunità commerciale con l'apertura a visite guidate e la creazione di ambienti tematici per bambinicite-ref-17[17].
Castello di Gusano
conosciuto anche come castello dei Rossi o rocca dei Gruppetti, è posto in posizione isolata su di un picco. Originariamente dotato di struttura castrense, è stato nel tempo convertito ad abitazione privatacite-ref-18[18].
Posto sul monte Occhino, a picco sul torrente Riglio, fu costruito come avamposto strategico a difesa della valle. Fu inizialmente di proprietà dei Confalonieri, ai quali nel 1393 Gian Galeazzo Visconti concesse l'investitura feudale delle terre che già tenevano nel piacentino. Nel 1492 i Confalonieri vendettero il castello alla famiglia dei Nicelli, signori per secoli della val Nure. Nel 1944 ospitò il Distaccamento «Ursus» della Divisione partigiana val d'Arda. Nel corso degli ultimi venticinque anni è stato ristrutturato nel rispetto della struttura originariacite-ref-montechino-14-1[14].
Castello di Sariano
Citato per la prima volta in un documento risalente al 1371 in cui alcuni membri della famiglia Palastrelli, proprietaria del forte, affermavano di non accogliervi all'interno ribelli e banditi, presenta una pianta a forma di L con un corpo posteriore e un fronte maggiore a cui si accede tramite un portale con mw5qarchi a sesto acuto e su cui svetta una torre rettangolare in pietracite-ref-19[19].
Castello di Tavasca
L'edificio è testimoniato di proprietà di Guido Antonio Pallastrelli e dei suoi fratelli nel 1595; nel 1651 la camera ducale confiscò il castello alla famiglia Palastrelli, insieme a tutti i loro beni situati a Celleri, Tavasca e Rezzano. Nel 1685 il medico Giacomo Tedaldi viene investito del locale feudo da parte di mw7gRanuccio II Farnese, l'anno successivo il Tedaldi compra il fortilizio, avviando lavori di restauro. Nel 1888 vengono demolite le torri rotonde poste sugli angoli e viene interrato il mw7wfossato ad opera della famiglia Costa trasformando l'edificio in un palazzo con doppio loggiato cortiliziocite-ref-20[20]cite-ref-21[21].
Dopo aver ospitato un consistente numero di fuoriusciti guelfi provenienti da Piacenza durante le rivolte anti-mw-aviscontee del mw-qTrecento ed essere stato anche ripetutamente saccheggiatocite-ref-veggiola1-22-0[22], venne ricostruito a partire dal 1550 dall'architetto e ingegnere imperiale Domenico Gianelli su commissione di Gian Francesco Della Veggiolacite-ref-veggiola2-23-0[23], passando poi di mano tra varie famiglie nobili tra le quali i Visconti di Brignano, i Casati, i Barattieri e i Petruccicite-ref-veggiola1-22-1[22], subendo varie trasformazioni fino ad assumere la fisionomia di dimora signorilecite-ref-veggiola2-23-1[23].
Società
Evoluzione demografica
Economia
Agricoltura
L'economia di Gropparello era tradizionalmente mwargagricola, con produzione di mwarkcereali, mwarouva, mwarsortaggi e mwarwforaggi per l'alimentazione dei bovini da lattecite-ref-sapere-25-0[25]. Alle produzioni tradizionali, a partire dai primi anni del mwaseXXI secolo si sono affiancate alcune nuove colture, come l'mwasiolivicoltura ambito nel quale l'associazione Terre di Gropparello, formata da 25 soci, ha messo a dimora circa mwasm2 000 ulivi tra Gropparello e i comuni di Lugagnano Val d'Arda, mwasqCarpaneto Piacentino e mwasuRivergaro le cui olive vengono inviate in tre frantoi situati tutti a Gropparellocite-ref-26[26] con una produzione annua che è gradualmente aumentata partendo da mwaso24 q nel 2009cite-ref-27[27].
Nel territorio comunale, a Montechino, in val Riglio, e in val Chero sono presenti giacimenti di mwatagas naturale e mwatepetrolio, che vennero sfruttati a livello industriale dal 1888 al 1950. In questi anni vennero aperti complessivamente 349 pozzi, profondi tra i 500 e i mwati1 100 metri, alcuni capaci di una produzione giornaliera di mwatm40000 l di petroliocite-ref-petrolio-11-2[11]. Per servire i pozzi di Montechino fu costruito un mwatgoleodotto lungo mwatk29 km che trasportava il petrolio sino a mwatoFiorenzuola d'Arda, dove era situata una mwatsraffineriacite-ref-petrolio-11-3[11].
Industria
Accanto all'attività agricola si sono sviluppate nel mwauiXX secolo attività artigianali e industriali, specialmente nei settori della carpenteria metallica e dei serramenticite-ref-sapere-25-1[25]. Nella mwaucfrazione di Sariano si trova un'area artigianale che vede la presenza di una società produttrice di sistemi di filtrazione e depolverazione dell’ariacite-ref-28[28]. Nella stessa frazione si trovava il cantiere navale Atlantis del gruppo Azimut che occupava circa 200 persone e la cui attività è stata sospesa nel 2013 dopo quarant'anni di attivitàcite-ref-29[29] con significative ripercussioni sull'economia della zonacite-ref-30[30].
Nonostante la presenza di queste attività, il mwavupendolarismo verso altri comuni interessa una fascia consistente della popolazione residente: secondo i dati del censimento del 2001 il 42.9% dei gropparellesi, includendo in questo computo anche gli studenti, risultavano essere pendolari; percentuale che si riduceva al 31.8% considerando i soli spostamenti per motivi lavorativicite-ref-31[31].
Turismo
Il comune è una meta di turismo estivocite-ref-sapere-25-2[25], anche grazie alla presenza del castello che nel 2015 è stato il più visitato tra i castelli piacentini aderenti al circuito mwawaAssociazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli con un totale di mwawe66 855 accessicite-ref-32[32]. Il castello ospita anche il mwawyParco delle fiabe - Primo Parco Emotivo d'Italia, un parco didattico a tema medievale dedicato ai bambini che, accompagnati da figuranti in costume, possono partecipare ad un'avventura guidata a tema fantasticocite-ref-33[33]. L'estate è anche il periodo in cui si tengono diverse manifestazioni sul territorio comunale tra cui la festa dell'uva sagra dedicata all'uva e al vinocite-ref-34[34].
Infrastrutture e trasporti
Il territorio comunale di Gropparello è attraversato dalla mwaxestrada provinciale 10 di Gropparello che collega il capoluogo comunale con Carpaneto Piacentino; oltrepassato il capoluogo la strada diventa, senza soluzione di continuità, la strada provinciale 10bis di Castellana, proseguendo verso sud sino a Prato Barbieri, al confine tra i comuni di Gropparello e mwaxiBettola. Dalla strada provinciale 10 bis, a sud della frazione di Costa della Mora, si dirama la strada provinciale 67 di Massara che raggiunge Bettola. Infine, a sud di Castellana si dirama dalla strada provinciale 10 bis la strada provinciale 14 bis di Veleia che scende verso la val Chero andando a congiungersi con la strada provinciale 14 della Val Chero in comune di mwaxmLugagnano Val d'Ardacite-ref-35[35].
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 2 luglio 1985 | 22 giugno 1990 | Armando Piazza | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 36 ] |
| 1º luglio 1990 | 18 novembre 1991 | Mario Vincenti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 36 ] |
| 18 novembre 1991 | 30 giugno 1992 | Lorenzo De Luca | | Comm. pref. | [ 36 ] |
| 4 agosto 1992 | 28 aprile 1997 | Mario Vincenti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 36 ] |
| 28 aprile 1997 | 14 maggio 2001 | Mario Vincenti | Lista civica di centro-destra | Sindaco | [ 36 ] |
| 14 maggio 2001 | 30 maggio 2006 | Armando Piazza | Lista civica di centro-destra | Sindaco | [ 36 ] |
| 29 maggio 2006 | 16 maggio 2011 | Armando Piazza | Lista civica di centro-destra | Sindaco | [ 36 ] |
| 16 maggio 2011 | 6 giugno 2016 | Claudio Ghittoni | Lista civica Partecipazione e trasparenza | Sindaco | [ 36 ] |
| 6 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Claudio Ghittoni | Lista civica Insieme | Sindaco | [ 36 ] |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Armando Piazza | Lista civica Piazza sindaco | Sindaco | [ 36 ] |
Altre informazioni amministrative
Gropparello ha fatto parte della mwaaucomunità Montana valli del Nure e dell'Arda, fino alla sua chiusura avvenuta nel 2013cite-ref-37[37]. In seguito allo scioglimento, Gropparello è entrato a far parte dell'Unione Valnure e Valchero insieme ai comuni di Carpaneto Piacentino, mwaasPodenzano, mwaawSan Giorgio Piacentino e mwaa0Vigolzonecite-ref-38[38].
Note
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwacsmwacwmwac0Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwac4mwac8PDF), in mwadaciterefmwadeLeggemwadi mwadm26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwadqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwadu 151. mwadyURL consultato il 25 aprile 2012 mwadc(archiviato dall'mwadgurl originale il 1º gennaio 2017).
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.gropparello.pc.it.
• mwa1gCastello di Gropparello, su castellodigropparello.it.